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Istruttore e gestore della zona Kite

rappresenta una canna di bamboo come decorazione

Sono bilingue italo-tedesco, cresciuto a Roma sin dalla mia infanzia.  
Lavoro da anni nel mondo del teatro e del cinema, ma appena posso, mi sposto in riva al mare, spesso in compagnia del mio furgoncino.

La mia storia con il vento è iniziata presto: ho cominciato con il windsurf a 14 anni.

Dopo una lunga pausa per dedicarmi all’arte, ho scoperto il kitesurf, surfando tra le onde di Capo Verde e del Sudafrica, ma anche nei freddi mari del Nord, spinto da venti fino a 45 nodi.

Nel 2024 si presenta l’occasione di dare nuova vita a uno spot speciale:

l’Area Kite Fregene Sud, immersa nella natura del WWF, ma con servizi nelle immediate vicinanze.

Per me è un nuovo inizio, e non vedo l’ora di condividerlo!

 

Cosa desidero tramandare ai miei allievi oltre alla pratica dello sport?

 

La vita mi ha insegnato a non aggrapparmici troppo stretto, proprio come si fa erroneamente con la barra di un kite.​

Se stringi troppo per paura o per controllo, il vento ti trascina, ti proietta sulla sabbia, ti domina.

Se invece impari a lasciare scorrere e ad assecondare il flusso, tutto diventa leggero. La navigazione si trasforma in danza.​

 

 

 

Uno degli istruttori della scuola MAKAI a Fregene in muta vicino a un torrente
Istruttore David in spiaggia MAKAI divertito
Istruttore David in spiaggia MAKAI

 

 

Ho imparato che quando sei in alto mare e ti trovi davanti a onde altissime, mostri che dovrebbero paralizzarti dalla paura, c'è un solo segreto: sorridi al demone.


​Non è una sfida di forza, ma di spirito, di coraggio gentile. 

Se impari a sorridere a ciò che ti spaventa, disinneschi il mostro e riesci a superare quell'onda con leggiadria, trasformando un momento di pura forza naturale in un opportunità di libertà.

Il sorriso è la chiave che trasforma il terrore in rispetto, e la rigidità in un movimento fluido e consapevole.

Dopo anni di viaggi, affrontando i venti più remoti, imprevidibili e sfidando i miei limiti, ho capito che il kitesurf non è solo una questione di muscoli, ma definitivamente di psicologia.

Il mio perfezionismo innato mi spinge a ricercare l'assetto millimetrico, ma la mia esperienza mi dice che la vera maestria sta nel saper mollare la presa al momento giusto.

 

Insegno a pilotare una vela, certo, ma soprattutto insegno a trovare quell'equilibrio sottile tra controllo e libertà.

Quando avrai capito come gestire la distribuzione del tuo peso sulla tavola e il tocco della barra tra le tue mani, applicando quel sorriso consapevole, imparerai un modo nuovo di scivolare sulle onde... e nella vita !

istruttore kitesurf MAKAI sulla spiaggia con una tavola da surf n mano

Presto ho capito che il Twin Tip e i grandi salti non rispecchiavano il mio richiamo alla libertà.  Perché?

Cercavo qualcosa di piu nudo di piu vero.

Così sono passato alla tavola da surf strapless (Senza straps). Passare dal Twin Tip alla tavola da surf senza cinghie è l'evoluzione naturale del "non aggrapparsi": togli i vincoli fisici per essere davvero libero.

un secondo logo della scuola MaÂKAI

Il "kite-surfista senza straps" è il trombettista Jazz del mare:

tra tutti i musicisti, è l'unico che crea il suono senza filtri, senza plettri, ance o archi, ma solo attraverso la vibrazione nuda delle proprie labbra.

Nello strapless è lo stesso: non ci sono straps a tenerti legato, non c'è un mezzo che separi il tuo equilibrio dall'onda o dalla raffica inaspettata.

C'è solo una connessione diretta, viscerale.

È un'improvvisazione, una danza leggera tra le creste, spinta solo dal vento, dove la tua lettura del mare é lo spartito che cambia note in ogni attimo.

Qual'é dunque la magia di questo sport? É che ti costringe a vivere nell'istante. Vivi il presente e diventi reduce della verità, avvolto tra vari elementi primordiali di madre natura. 

È il massimo della vulnerabilità e, allo stesso tempo, della padronanza definitiva della libertà.

Nel jazz, l'improvvisazione non è caos, è iper-presenza. Devi sapere cosa farà il mare un secondo prima che accada.

  • ​La raffica è un crescendo improvviso:

  • ​Il cavo dell'onda è una pausa carica di tensione.

  • ​Il cut-back è la chiusura di una frase musicale.

Lavoro anche come fotografo di attrici e attori, e ho intenzione di mettere le mie competenze anche al servizio della scuola di kitesurf e della sua community. Un modo per raccontare i loro primi passi nel kitesurf e catturare momenti di gloria da conservare come ricordi.

diploma di David Paryla della scuola kitesurf Makai
logo nr 2 della scuola kitesurf MAKAI

Eisbach (ruscello di ghiaccio) a Monaco di Baviera. 

surfista David Paryla nell'acqua. Scuola MAKAI a Fregene

Banzai (Santa Marinella) 

Istruttore della scuola Kitesurf Makai di Roma Fregene salta vicino a Santa marinella allo spot dei surfisti Banzai

Latina (Foce Verde) 

Alessandro De Iacobis, per tutti

(al mare) “Castaway”.
Istruttore certificato riconosciuto dal CONI di Kitesurf e mio punto di riferimento quando non sono in spiaggia.

Guida canyoning esperta, abituata a muoversi tra acqua, roccia e corrente con naturalezza. Porta con sé calma, affidabilità e uno spirito libero che si sente sia in mare che nei canyon.
Una presenza solida, dentro e fuori dall’acqua.

istruttore Alessandro MAKAI
istruttoke snowkite in montagna con neve con furgone MAKAI
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